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Moving Generation Sofia: resoconto dell’esperienza dal punto di vista dei ragazzi

17 Settembre 2023
Categoria: Istituto Tecnico Tecnologico

Condividiamo il resoconto dell’esperienza Erasmus Moving Generation a Sofia, capitale della Bulgaria. Scritta dai cinque nostri studenti che hanno partecipato al progetto. Ne abbiamo parlato dettagliatamente qui.

Buongiorno, il reportage che andrete a leggere, è la storia di come cinque persone, che non si conoscevano, siano diventati amici in un mese.

Tutto iniziò all’aeroporto di Bergamo così pieno di gente che quasi facevamo fatica a comprendere quale fosse il nostro gruppo, il primo ad arrivare fu Paolo e sua mamma che aspettavano all’ingresso, il secondo fu Stefano.

Subito non si riconobbero ma dopo capirono di essere nello stesso gruppo di Erasmus, successivamente arrivò Francesco e poi Michele, Diego e l’accompagnatore Michael.

Dopo i primi dubbi sul peso dei bagagli, il nostro aereo spiccò il volo verso quella che, noi non sapevamo ancora, sarebbe diventata l’esperienza più bella della nostra vita.

Quando l’aereo poggiò le ruote su quel caldo asfalto tirammo un sospiro di sollievo ma allo stesso tempo, eravamo in bulgaria!

Dopo aver passato i controlli e presi i bagagli trovammo Ikram, una volontaria che era stata mandata per portarci fino a casa, ma noi non eravamo molto allenati con l’inglese e inizialmente non capimmo molte parole, successivamente però intuimmo che era lei la persona che ci avrebbe portato alla meta.

Prendemmo un bus, poi il tram, poi camminammo e infine arrivammo a destinazione. Lì c’era Matteo un ragazzo italiano, anche lui qua per un Erasmus con l’università , e Ivan il miglior tutor che ci potesse capitare anche se questo ancora non lo sapevamo.

Il resoconto dell'esperienza Erasmus Moving Generation a Sofia, capitale della Bulgaria. Scritta dai cinque nostri studenti che hanno partecipato al progetto.

I primi giorni Ivan ci spiegò chi è icdet, cos’è questa esperienza e che cosa avremmo fatto qua a sofia. Poi giovedì sera siamo andati in un ristorante tipico ed era impossibile non farsi trasportare dalla musica e dall’atmosfera perciò ci lasciammo andare e provammo ad imitare goffamente i movimenti dei balli tipici.

Quella serata fu magnifica perché la gente, la musica e l’atmosfera che si era creata era fantastica, tutti si volevano bene e ballavano insieme come se si conoscessero da anni, anche se in realtà era la prima volta che si incontrarono.

Il giorno successivo sempre accompagnati da Ivan andammo a scoprire la città, vedemmo dei posti molto interessanti e iniziammo ad avvicinarci alla cultura locale. La settimana successiva iniziammo a lavorare, avevamo due compiti. Il primo ci vedeva divisi in gruppetti, in base all’indirizzo di studi, l’altro ci vedeva uniti come un unico team a lavorare a un progetto che aveva come punto centrale l’ecosostenibilità.

Però oltre al lavoro ci sono sempre stati momenti di svago e il primo fu la piscina, in questa piscina l’attrazione principale erano i trampolini dove fare i tuffi che andavano da 1 metro a 7 metri di altezza.

Ci divertimmo un mondo anche se per alcuni fu un po’ difficile vincere la paura dell’altezza e riuscire a staccare i piedi da terra e abbandonarsi in una caduta di 7 metri prima di toccare l’acqua, fu emozionante.

Successivamente però ci toccò lavorare anche di sabato perché tutti i giorni di svago che ci siamo concessi li abbiamo recuperati durante il fine settimana.

La settimana successiva ci avventurammo nel magnifico mondo del marketing, aiutati da Matteo, perché se si vuole creare un’azienda bisogna pensare anche all’aspetto economico non solo quello legato all’idea ma anche al come realizzarla.

Come meta ricreativa abbiamo scelto le cascate di Boyana durante la settimana e poi nel fine settimana siamo andati al lago.

In più questa settimana siamo andati anche a camminare in montagna e siamo arrivati nel punto più alto della montagna; da lì si vedeva tutta Sofia, quel panorama mozzafiato unito a dei buonissimi panini al salame sono stati un toccasana, se non fosse che il vento ha rubato un paio di occhiali e un berretto.

La settimana successiva abbiamo lavorato con un altro ragazzo dell’università, questa volta francese e che studia ingegneria, il quale ci ha dato dei consigli a livello tecnico.

Come meta ricreativa invece siamo andati al mare in giornata e al ritorno abbiamo dormito sul treno, un’esperienza nuova perché qua i mezzi di trasporto per lunghe distanze sono un po’ arretrati e molto scomodi infatti per tutto il viaggio andata e ritorno ci abbiamo messo 14 ore.

L’ultima settimana abbiamo lavorato molto perché dobbiamo presentare entrambi i progetti prima di tornare in Italia nonostante questo siamo tutti contenti dell’esperienza vissuta e torniamo a casa con un bagaglio di esperienze non indifferenti e dei ricordi che non dimenticheremo mai.

Siamo contenti di aver fatto questa esperienza anche perché siamo riusciti ad instaurare rapporti interculturali che magari in futuro potrebbero essere utili.

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